L’endorsement di Tulsi Gabbard a Bernie Sanders e la politica estera di Hillary Clinton

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Lo scorso 28 febbraio la Rappresentante al Congresso Usa Tulsi Gabbard, democratica delle Hawaii, ha compiuto un gesto di grande impatto nella politica americana: ha rassegnato le dimissioni da Vice-Presidente del Comitato Nazionale Democratico (DNC) per poter supportare con forza il candidato Bernie Sanders nella corsa alla Casa Bianca. La sua scelta di campo esprime anche la preoccupazione che Hillary Clinton, l’altra candidata democratica, diventi la Comandante Militare del Paese.

L’ex Segretario di Stato, favorita alle primarie, è sostenuta non solo dai vertici del partito democratico, ma anche da ideologi neo-conservatori come Robert Kagan, i quali hanno modellato la politica estera americana degli ultimi quindici anni; compresi gli interventi in Iraq, sui quali la Gabbard nutre un giudizio critico per l’inutile perdita di centinaia di migliaia di vite umane, e la sofferenza di sopravvissuti e veterani. Nel conto, la Rappresentante delle Hawaii aggiunge anche lo sperpero di denaro pubblico: si calcola che gli Usa abbiano speso 6 trilioni di dollari per le campagne in Afghanistan e Iraq.

TulsiTulsi Gabbard, 35 anni anni, ha ben diritto a esprimere un’avversione profonda verso i conflitti americani post-11 Settembre, voluti dall’amministrazione Bush: la Rappresentante democratica è una veterana di guerra, avendo partecipato da volontaria a due missioni in Medio Oriente; è stata in Iraq in un periodo caldissimo del conflitto, tra il 2004 e il 2006, servendo nel reparto medico dell’esercito; ed è ritornata una seconda volta, nel 2009.

E’ stata eletta al Congresso nel 2012, e da allora è un membro della Commissione Affari Esteri; si è distinta per la sua opposizione alla politica della Casa Bianca in Medio Oriente, in particolare nella guerra per rovesciare il regime in Siria. Ha recentemente lanciato una Risoluzione (HR4108) per bloccare i finanziamenti alla Cia, al Dipartimento di Stato, o qualsiasi altra Agenzia di Intelligence, nel quadro delle operazioni militari in Siria. Almeno finché non vi sia una aperta discussione al Congresso sulla strategia da adottare in Medio Oriente, e soprattutto in mancanza di una Risoluzione Onu che dichiari illegittimo il Presidente Bashar Al Assad.

La Gabbard, in sede congressuale, ha apertamente attaccato la Cia per il suo supporto ai ribelli in Siria, sfruttando i finanziamenti dell’Arabia Saudita; ha puntato il dito contro l’operazione che, dal 2013, ha trasferito armi dalla Libia alla Siria; ha criticato l’impiego di personale americano per addestrare ribelli poi sono passati a gruppi islamici estremisti.

La Rappresentante delle Hawaii ha sottolineato come lo sforzo Usa contro l’auto-proclamatosi Stato Islamico sia inutile in presenza di un parallelo supporto ai ribelli sunniti in Siria, appartenenti alla galassia di Al Qaeda – in teoria nemici di Washington. Una volta uscito di scena Assad, i gruppi filo-qaedisti potrebbero fare fronte comune con lo Stato Islamico.

L’appoggio pubblico di Tulsi Gabbard a Sanders ha una fortissima valenza politica: è un’indiretta critica alla candidata Hillary Cinton, che dal 2009 al 2013 è stata Segretario di Stato Americano; nel 2011 la Clinton, anche contro i dubbi del Presidente Obama, volle a tutti i costi l’intervento militare in Libia. Cinque anni dopo, il Paese è nel caos, con alcune regioni in mano a gruppi affiliati allo Stato Islamico; Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia stanno conducendo operazioni militari nel Paese.

Per quanto riguarda il teatro siriano, quando era Segretario di Stato la Clinton rigettò qualsiasi tavolo di pace senza la fuoriuscita di Assad dalla scena politica. Cinque anni dopo, il regime di Damasco è ancora aggrappato al potere, ma il conflitto si è esteso a livello globale a Russia, Turchia, Iran, Arabia Saudita. Oggi la Clinton ripete che in Siria gli Stati Uniti dovrebbero aumentare la presenza di truppe, e usare maggiormente la propria forza militare.

Le dimissioni di Tulsi Gabbard da Vice-Presidente del DNI rappresentano anche un segnale di rottura con i vertici del Partito Democratico: negli ultimi mesi aveva criticato la Presidente Debbie Schulz per aver programmato solo 6 dibattiti pubblici tra Bernie Sanders e Hillary Clinton; nel 2008, i cittadini americani avevano potuto assisterne a ben 25. Va detto, poi, che nel 2007-2008 Debbie Schulz era il capo della campagna elettorale di Hillary Clinton, poi sconfitta dall’attuale Presidente Barack Obama.

Oggi la vittoria della Clinton alle primarie democratiche sembra inevitabile: nelle ultime settimane il suo rivale Sanders, con grande imbarazzo dei vertici del Partito, ha conquistato molti consensi, soprattutto fra i giovani; ma il vantaggio di Hillary, come dicono gli ultimi sondaggi, rimane robusto.

Per questo la scelta della Rappresentante delle Hawaii di rinunciare alla sua carica nel partito, e di appoggiare Bernie Sanders, acquista un significato ancor più nobile.

Di seguito, ecco il discorso integrale di Tulsi Gabbard, per annunciare il suo endorsement al Senatore Sanders.

“Aloha. Sono Tulsi Gabbard, Rappresentante democratica al Congresso degli Stati Uniti. Come veterana di due missioni in Medio Oriente, conosco in prima persona  il costo della guerra. So quanto sia importante che il nostro Comandante Militare abbia una grande capacità di giudizio; è richiesta per sapere quando usare la nostra forza militare, e quando, invece, quella forza non va usata. Come Vice-Presidente del Comitato Nazionale del Partito Democratico, sarei legata a un vincolo di neutralità rispetto alle Primarie Democratiche; tuttavia, non posso più rimanere neutrale: la posta in gioco è troppo alta. Ecco perchè da oggi appoggio il Senatore Bernie Sanders perchè diventi il nostro nuovo Presidente e Comandante Militare degli Stati Uniti.

Abbiamo bisogno di un Comandante Militare lungimirante, che eserciti un giudizio equilibrato, e comprenda cosa sia necessario per una robusta politica estera per la difesa e la sicurezza degli americani; una politica estera che non sprechi preziose vite umane e denaro pubblico per interventi bellici allo scopo di rovesciare regimi. Queste guerre sono contro-producenti, e minano la nostra sicurezza nazionale e la nostra prosperità economica.

Mentre le elezioni continuano in tutto il Paese, gli americani sono chiamati a fare una scelta molto chiara: possiamo eleggere un Presidente che ci conduca in nuovi interventi militare per rovesciare regimi; oppure, possiamo eleggere un Presidente che ci accompagni in una nuova era di pace e prosperità. E’ con questa chiara scelta nella mente che rassegno le dimissioni da Vice-Presidente del Comitato Nazionale Democratico: così, da oggi posso supportare con forza Bernie Sanders come candidato democratico alla Presidenza degli Stati Uniti.

E ora a voi chiedo: unitevi a me, supportate Bernie Sanders.”

Discorso della Rappresentante Tulsi Gabbard

Articolo e Traduzione di Cristiano Arienti

Discorso di endorsement per Bernie Sanders da parte della Rappresentante al Congresso Usa Tulsi Gabbard

Fonti e link utili

http://www.thenation.com/article/the-united-states-is-waging-two-contradictory-wars-in-syria/

https://en.wikipedia.org/wiki/Democratic_National_Committee

http://www.counterpunch.org/2015/09/30/the-wicked-war-on-syria-hillary-clinton-in-her-own-words/

http://www.globalresearch.ca/hillary-clintons-emails-confirm-the-real-agenda-behind-the-us-nato-war-on-libya/5502444

http://www.huffingtonpost.com/entry/us-syria-rebels-equipment-al-qaeda_us_5606aabbe4b0dd850307c533

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