Il caso Discacciati e le bugie sul Cambiamento Climatico

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Nell’epoca di internet le notizie sono così immediate e intuitive, che costa fatica verificarle; invece sarebbe opportuno: soprattutto per articoli e video sui social-media. E’ uno dei problemi dell’informazione: i contenuti impacchettati da notizia che ci allontanano dai fatti; e ne siamo talmente sommersi, che a volte straripano sulla grande stampa – per altro mai immune dalla propaganda. La conseguenza è il crollo di valore dell’atto stesso di riportare i fatti: il cittadino-fruitore crede un po’ a tutto, ma non si fida di voci autorevoli. Spesso diventa egli stesso attivista: alle schiere di follower o amici rilancia contenuti sensazionalistici, che però sono falsi; e il cui fine è solo influenzare opinioni.

L’esercizio di misurare la fattualità diventa ancor più arduo se la notizia ci viene introdotta con uno dei comandamenti del giornalismo:

“Per capire la verità, bisogna seguire i soldi; e il Riscaldamento Globale non fa eccezione; ecco il riassunto dei miei studi sull’argomento”.

Questo è il sommario di un video virale di Luca Discacciati, youtuber che offre informazione unita a intrattenimento.

I video di Discacciati spaziano dai corsi yoga ai meccanismi dell’Europarlamento; nella descrizione del suo canale, l’autore li definisce “UTILI”. Come nei programmi di inchiesta, in camera o fuori-campo, Discacciati analizza un argomento snocciolando dati con l’assertività di un Riccardo Iacona di Presa Diretta.

Un frame del video di Luca Discacciati

La maggior parte dei video, a un anno dall’apertura del canale, ha racimolato qualche migliaio di visualizzazioni; alcuni, però, hanno sfondato. Come ad esempio il video intitolato “LA GRANDE BUGIA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE”, introdotto dal sommario sopra-citato; in tre mesi conta quasi 150.000 visualizzazioni. Lo youtuber, “siccome voleva vederci chiaro sul Cambiamento Climatico”, si è messo a studiare la materia; e “pur non essendo un climatologo”, ha compreso “come la realtà sia ben diversa dalla narrazione mediatica: ci dice che i mutamenti in atto sarebbero normali, e mai nella vita provocati dalla combustione di carbon-fossile.

Ed ecco che per 10 minuti Discacciati ci presenta interviste a esperti di “fama mondiale” e grafici esemplificativi. Il tutto accompagnato dalla seguente ricostruzione: la “teoria” del Riscaldamento Globale sarebbe spuntata con Margareth Thatcher negli anni ’70; la Prima Ministra britannica ne avrebbe finanziato le ricerche perché non si fidava degli arabi e di come gestivano il petrolio. Discacciati ce lo racconta così: “noi vi diamo i soldi, disse la Thatcher alla Royal Society, ma voi dovete dimostrare che all’aumentare delle emissioni di CO2, aumenta anche la temperatura del pianeta. Da quel momento un fiume di soldi inondò studi che confermavano questa teoria”.

E nel video si vede proprio una pioggia di dollari, mentre lui si fa beffe degli ambientalisti: avrebbero creduto a una bufala, ignorando che la Thatcher puntava al nucleare.

Le affermazioni di Discacciati sono sballate, basta conoscere un po’ di storia per capirlo: negli anni ’70, durante la crisi petrolifera, la Thatcher era Ministra per l’Educazione; e da Premier iniziò a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema solo alla fine degli anni ’80, quando parte della comunità scientifica segnalava da tempo la minaccia delle emissioni di gas serra. Nel 1992 l’UNFCCC (Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) non nacque per capriccio della Lady di Ferro: ma perché la questione era ormai pressante.

Eppure l’analisi di Discacciati passa come un genuino approfondimento; ma anche questo è smontabile: quasi tutte le idee, gli interventi e i grafici nel video sono attinti da un’unica fonte: “La Grande Truffa del Cambiamento Climatico“, documentario dell’attivista Martin Durkin. Trasmesso nel 2007 da Channel 4, già all’epoca venne bollato come un’opera provocatoria, rasente la pura disinformazione. L’intento era screditare l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change – il corpo di scienziati delle Nazioni Unite che studia il fenomeno); per farlo, Durkin intervistò varie personalità che rigettano la Scienza del Cambiamento Climatico antropico: gente che ruota attorno all’Heartland Institute, finanziato dai colossi del Carbon-Fossile.

Discacciati fa proprie le teorie del documentario, anche quelle che Durkin è stato costretto a correggere perché palesi falsità: ad esempio quelle sull’attività vulcanica, descritta come un maggior fattore di emissioni di CO2 rispetto all’attività umana. Quest’ultima, secondo Discacciati, avrebbe un’incidenza non rilevante; quando invece la concentrazione di CO2 pre-rivoluzione industriale era in media di 180ppm (parti-per-milione), e si è impennata fino all’odierno 415ppm. Negli ultimi 800.000 anni il livello di anidride carbonica in atmosfera non è mai stato così alto; ci vorranno secoli perchè venga riassorbita. Nel frattempo peggiorerà l’effetto serra, mutando il clima in modo troppo rapido, come emerge negli ultimi rapporti dell’IPCC; mai nominati, per altro, nel video. Discacciati, per la sua disamina, preferisce citare l’oceanografo del MIT Carl Wunsch: il quale aveva fatto causa a Durkin per aver rappresentato male i suoi studi; o il fisico Eigel Friis Christensen: il quale aveva accusato il regista di manipolazione dei suoi grafici sull’attività solare.

Per sostenere le sue tesi, Discacciati cita perfino la NOAA, agenzia Usa che si occupa di oceani e atmosfera: i fenomeni catastrofici, dice lo youtuber, non sarebbero imputabili al Riscaldamento Globale. La NOAA ha recentemente pubblicato una monografia su ricerche che dicono l’esatto contrario: intensità e frequenza di eventi catastrofici come gli uragani sono dovute anche alle emissioni di CO2.

Oppure cita un vecchio articolo di Newsweek del 1975, per dire: vedete, all’epoca gli scienziati temevano un raffreddamento del pianeta. Per lo youtuber non conta che l’autore dell’articolo Peter Gwynne abbia disconosciuto quelle tesi. E va ricordato che dagli anni ’70 i colossi petroliferi Shell ed Exxon condussero studi sui gas serra: i risultati evidenziavano una correlazione diretta fra emissione di CO2 e aumento delle temperature. Ricerche tenute in un cassetto, mentre l’industria del Carbon-Fossile delegittimava qualsiasi politica di riduzione di CO2.

Negli anni ’80 la produzione di petrolio, in media, era di 57 milioni di barili al giorno; a un prezzo di mercato equivalente ai 70 $ di oggi; un giro di affari da 4 miliardi di $ al giorno, a foraggiare aziende che di dollari ne valgono trilioni. Nel 1991 una coalizione di Stati lanciò la Prima Guerra del Golfo, per “liberare” i pozzi petroliferi del Kuwait, invasi dall’Iraq di Saddam Hussein. Un conflitto per cui gli Stati Uniti erano pronti a mettere sul piatto 130 miliardi di $, secondo le stime del Gao (Ufficio Contabilità del Governo Usa), più 55 miliardi di $ in contributi di altre nazioni.

Anche Discacciati si serve del Gao per le proprie tesi: cioè che dietro all’attenzione sul Cambiamento Climatico vi sia solo interesse finanziario; nello specifico, 500.000 $ al giorno, solo negli Usa, per studiare il fenomeno. Si tratta di fondi destinati a una quarantina di agenzie governative, per comprendere una sfida con impatti in tutti i settori: dal pericolo di inondazioni di centri urbani e strutture militari, alla trasmissione di malattie tropicali; dalla transizione energetica, alle conseguenze sull’agricoltura, il commercio, i trasporti. Ricerche che indirizzano le politiche di mitigazione e adattamento ai Cambiamenti Climatici: i cui danni, secondo l’ultimo Rapporto dell’IPCC, sono calcolabili in trilioni di $.

Insomma, il comandamento giornalistico “segui i soldi” viene usato da Discacciati a suo piacimento: per affermare il concetto che “petrolio e Cambiamenti Climatici non hanno nessuna correlazione”. E di questo, si è convinto ascoltando Carlo Rubbia, in un discorso del 2014; nell’occasione, il fisico sminuiva il Riscaldamento Globale antropico con tesi contraddittorie.

Ricapitolando: uno youtuber ci spiega che il Cambiamento Climatico antropico sarebbe una bufala basandosi su un documentario screditato e un intervento a braccio di un illustre fisico delle particelle. La notizia è che Discacciati raggiungerà più persone rispetto a un divulgatore scientifico come Stefano Caserini, ingegnere ambientale al Politecnico di Milano e revisore IPCC. Il libro di Caserini Il Clima è (già) Cambiato difficilmente venderà 150.000 copie: tante quante le visualizzazioni del video di Discacciati in tre mesi.

E davanti a una notizia del genere, vale la pena approfondire; magari seguendo il comandamento giornalistico “segui i soldi”. Il video in questione è monetizzato attraverso la pubblicità di Youtube advertising: gli incassi sono nell’ordine di qualche centinaio di €. E’ più interessante il canale di Discacciati: è collegato a investire.biz, definito “l’unico social network dedicato al trading online e agli investimenti”. Si tratta di una società con base a Chiasso, Svizzera, che offre strumenti per chiunque voglia investire sui mercati. Discacciati, che l’ha fondata nel 2017, è un trader professionista, e firma varie analisi pubblicate sul sito: anche sull’andamento del petrolio.

Contattato via social-media, Discacciati ha affermato di non gestire portafogli; rimane il fatto che condivide con i clienti le sue impressioni sulle strategie di trading ed investimento; un servizio esclusivo dedicato alla community della sua società.

L’interesse professionale di Discacciati nei combustibili fossili non viene svelato nell’introduzione del video: la sua attività di youtuber, come ha confermato a UmaniStranieri, è distaccata dalla sua attività di consulente di mercato.

In uno dei commenti al video, a cui lo youtuber ha messo “mi piace”, un utente ha sentenziato: “tutte ca**ate quelle sul Riscaldamento Globale”.

In termini di approfondimento sul Cambiamento Climatico, questo commento potrebbe avere la stessa credibilità, e il valore, dell’analisi postata da Discacciati. Per giungere a tale conclusione c’è voluta una verifica, costata parecchio per tempo ed energia; ma necessaria per ristabilire i fatti: e offrirli a chi voglia vederci chiaro sulla questione del Riscaldamento Globale antropico.

di Cristiano Arienti

Fonti e link utili

https://www.radiopopolare.it/podcast/le-oche-di-gio-2706/ Mio intervento a Radio Popolare sul Riscaldamento Globale

https://www.climalteranti.it/

https://www.desmogblog.com/john-christy

https://skepticalscience.com/human-co2-smaller-than-natural-emissions.htm

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Great_Global_Warming_Swindle

https://www.theguardian.com/environment/climate-consensus-97-per-cent/2018/jul/30/america-spends-over-20bn-per-year-on-fossil-fuel-subsidies-abolish-them

https://rationalwiki.org/wiki/The_Great_Global_Warming_Swindle

https://www.noaa.gov/education/resource-collections/climate-education-resources/climate-change-impacts

https://www.bbc.com/news/science-environment-22069768

https://www.climatecentral.org/news/the-iron-ladys-strong-stance-on-climate-change-15840

https://www.desmog.co.uk/2018/05/17/shell-knew-charting-thirty-years-corporate-climate-denialism

https://skepticalscience.com/John_Christy_blog.htm

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