Archive | Italiani di seconda generazione e immigrati RSS for this section

Immigrati: lo sguardo e la decenza

Immigrati: lo sguardo e la decenza

La testa voltata a 180° all’indietro, gli occhi che mi fissavano; il bacino sporto in avanti, e l’urina che chiazzava il muro di cinta. A pochi metri, i bambini giocavano a rincorrersi per il vialetto; le mamme e le nonne continuavano a chiacchierare, lanciando occhiate verso la mezza dozzina di giovani adulti che, a turno, […]

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Umani, ma stranieri

Umani, ma stranieri

Milano, 2014 – Attraversavo la Piazza Cadorna delle 8 di sera, nell’ora in cui gli ultimi pendolari corrono per afferrare un treno, o i milanesi si avviano verso locali e teatri; lo notai perché le persone davanti a me scartavano di lato con ampi passi. Si piazzava davanti alla gente, voleva un’informazione; ma nessuno, vuoi […]

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Immigrati e il soccorso psicologico

Immigrati e il soccorso psicologico

E’ stato osservato spesso, fra i migranti sbarcati nei porti italiani: alcuni svengono, o si lasciano andare fra le braccia degli operatori sanitari; perdono i sensi non appena mettono piede sulla terraferma. E’ un calo di adrenalina fisiologico: partite anni fa dalla propria terra, queste persone si sentono finalmente al sicuro, dopo una traversata su […]

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Migrants: the foundering and the fear

Migrants: the foundering and the fear

Foundering is a dear verb in the Italian culture; the 18th century poet Giacomo Leopardi made use of it to define the mind’s journey across the boundless spaces of time, and inside the universe that everyone brings within himself. A pinnacle out of reach in the European poetry. But ours is not an epoch for […]

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Migranti: il naufragio e la paura.

Migranti: il naufragio e la paura.

Naufragare è un verbo caro nella cultura italiana; Giacomo Leopardi lo usò come metafora per definire il viaggio della mente negli sterminati spazi del tempo, e nell’universo che ognuno di noi porta dentro. Una cuspide inarrivabile nella poesia europea. Ma questa nostra non è epoca di letteratura: naufragare, per noi italiani, ha il duro significato […]

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Colonia e l’urlo contro l’altra metà del cielo

Colonia e l’urlo contro l’altra metà del cielo

Era il luglio del 1992, pochi giorni prima dell’attentato di via D’Amelio. Mi ero perso negli occhi brillanti di questa milanese, Valeria, alla festa dei 18 anni di un mio coetaneo; era la prima volta che la incontravo. Le nostre bocche si dischiudevano in un’amabile conversazione sugli studi, sui progetti per le vacanze, e i […]

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Colonia, una delle frontiere del nostro tempo

Colonia, una delle frontiere del nostro tempo

Accadde una dozzina di anni fa, in un piccolo locale notturno in provincia di Massa-Carrara, ai piedi della Alpi Apuane. La musica rock scuoteva i polmoni, la gola bruciava d’alcol, le luci psichedeliche maculavano di blu, di verde, e giallo i volti degli avventori: adolescenti, giovani uomini e donne, e tardi trentenni. Si ballava al […]

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L’Unione Europea tra immigrati, rifugiati e “regime change”

L’Unione Europea tra immigrati, rifugiati e “regime change”

“La crisi dei rifugiati da zone di guerra ha già un impatto sull’Europa, e potrebbe durare anche 20 anni; insieme all’insorgere di un estremismo violento, la crisi rischia di minare la stabilità e la pace del continente” Queste sono parole di Martin Dempsey, capo delle Forze Armate congiunte degli Stati Uniti, espresse lo scorso 18 […]

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L’ebola e l’immobilismo della Comunità internazionale

L’ebola e l’immobilismo della Comunità internazionale

All’inizio di aprile di quest’anno, in Italia, era partita una campagna di disinformazione relativa all’ebola, la malattia infettiva di cui non esiste ancora un vaccino; secondo alcune voci incontrollate, ma riprese da organi di informazione nazionali, in Africa era scoppiata un’epidemia di ebola tremenda e “i clandestini” salpati dalle coste africane rischiavano di portare il virus anche in Italia. All’inizio non […]

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Immigrati: una misura di un Paese

Immigrati: una misura di un Paese

Conduceva una vita tranquilla nel sud dell’Egitto Nabil (nome di fantasia), e aveva 16 anni quando gli egiziani sono scesi in piazza per liberarsi dalla dittatura; era il 2011, e da tempo lavorava come fabbro in un’azienda della sua città. E sembra difficile credere che facesse un lavoro tanto pesante, lui così magro e piccolino. Aveva lasciato […]

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