Il coming out di Ellen Page: discorso al Human Rights Campaign

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Lo scorso venerdì 14 febbraio l’attrice canadese Ellen Page, nomination all’Oscar per il film Juno, ha dichiarato la sua omosessualità di fronte alla platea della conferenza della Human Rights Foundation, Fondazione per i diritti umani. La 26enne lo ha fatto con un discorso di rara potenza, con parole semplici che nascono dalla sua esperienza personale sulla difficoltà e la paura di essere una giovane omosessuale. Un discorso destinato a ispirare i cuori e le menti di molte persone, gay e ed eterosessuali, giovani e meno giovani, cittadini comuni e politici. Di seguito si riporta la traduzione integrale del discorso.

Ellen Page si dichiara gay sul palco della Conferenza della Human Rights Foundation

“Grazie Chad, per le tue parole gentili, e per il lavoro prezioso che tu e la Human Rights Foundation fate ogni giorno in difesa delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, qui e in tutta America. E’ un vero onore essere qui alla conferenza del Time to Thrive (ndr: tempo di crescere), ma è anche un po’ strano. Eccomi qui, in questa sala, grazie a un’organizzazione il cui lavoro ammiro profondamente.

E sono circondata da persone che per mestiere si impegnano a migliorare la vita degli altri, in modo molto incisivo. Alcuni di voi insegnano ai giovani a guarire, e a trovare la propria voce; alcuni di voi ascoltano, alcuni di voi agiscono. Alcuni di voi sono giovani, cosa che rende ancor più strano il fatto che sia io a parlarvi su questo palco. E’ strano perché, ecco, sono un’attrice che rappresenta, in qualche modo, un’industria che ci impone modelli devastanti su tutti noi. E non parlo solo dei giovani, ma di tutti. Modelli di bellezza, di una bella vita, di una vita di successo: modelli da cui, mi duole dirlo, sono stata influenzata. Modelli che radicano idee nella nostra testa, e generano pensieri che non avevamo mai avuto prima: ti dicono come bisogna comportarsi, come ci si deve vestire, e chi dobbiamo essere. Ho tentato di respingerli, provando a essere me stessa, seguendo il mio cuore; però è difficile.

Ma è per questo che sono qui, in questa sala. Tutti voi, tutti noi, insieme possiamo fare molto di più rispetto a ciò che può fare qualunque altra persona da sola. E spero che questo pensiero vi rinsaldi, tanto quanto rinsalda me. Spero che il workshop che frequenterete nei prossimi giorni vi dia forza; perché so, e riesco a malapena a immaginarlo, che ci sono giorni in cui lavorate molto più di quanto il vostro capo si renda conto o gliene importi, solo per aiutare un giovane che secondo voi può farcela. Giorni in cui vi sentite completamente soli, stanchi, o demotivati. E so che ci sono persone in questa sala che vanno a scuola ogni giorno e vengono trattate come spazzatura senza nessun motivo. E andate a casa e sentite che non potete dire tutta la verità ai vostri genitori. E non è una questione di definire in che gruppo appartenete, vi preoccupa il vostro futuro: all’università, al lavoro, o temete perfino per la vostra incolumità fisica. E ogni volta che cercate di immaginare il futuro della vostra vita, su che cosa ne sarà di voi, questo pensiero vi opprime, giorno dopo giorno: è malsano, doloroso, e profondamente ingiusto.

A volte sono gli eventi insignificanti che possono buttarvi giù. Ora non voglio usare il gossip come una regola generale, ma l’altro giorno un sito web ha pubblicato un articolo mostrando una foto che mi ritraeva con indosso i pantaloni da ginnastica mente andavo in palestra. E l’autore si chiedeva: “Perché questa piccola bellezza si ostina a vestirsi come un omaccione?”

Perché mi piace essere comoda. Ci sono stereotipi pervasivi, sulla maschilità e la femminilità, che determinano il nostro comportamento, i nostri modi di vestire e di parlare; stereotipi che non servono a nessuno. Chiunque trasgredisca queste “cosiddette norme”, diventa oggetto di commenti e attenzioni. E la comunità LGTB (lesbiche gay transgender bisessuali) lo sa molto bene. Eppure ci sono persone coraggiose intorno a noi: l’idolo del football Michael Sam, l’attrice Laverne Cox, le musiciste Tegan e Sara Quin; coraggiosa è la famiglia che sostiene la propria figlia o il proprio figlio uscito allo scoperto.

E c’è coraggio in questa sala, il vostro coraggio. E sono ispirata da voi tutti, perché ognuno di voi è qui per la stessa ragione: avete preso come motivazione primaria il semplice fatto che questo posto sarebbe di gran lunga migliore, se facessimo uno sforzo di essere meno cattivi gli uni con gli altri. Se noi spendessimo solo cinque minuti per riconoscere reciprocamente la bellezza in ognuno di noi, invece di aggredirci l’un l’altro per via delle differenze! Non è difficile. E’ davvero un modo migliore, un modo più semplice di vivere; e in definitiva, salva delle vite.

Poi però viene la parte più difficile: perché per amare gli altri bisogna iniziare ad amare se stessi e saper accettare chi siamo; e so che molti di voi hanno lottato nel corso di questo cammino. E io mi sono appoggiata sulla vostra forza e il vostro sostegno più di quanto voi possiate immaginare. E sono qui oggi, perché sono gay. E perché…

…perché forse posso fare la differenza, per rendere la vita di altri più facile e con maggiori speranze. In ogni caso, sento un dovere personale e una responsabilità sociale; lo faccio anche pensando a me stessa, perché sono stanca di nascondermi, e sono stanca di mentire per omertà. Ho sofferto per molti anni per la paura di uscire allo scoperto. Ho sofferto nello spirito, ho sofferto in salute mentale, e ne hanno sofferto anche le mie relazione con gli altri. E oggi esco fuori dall’ombra, insieme a tutti voi, e vado oltre quel dolore.

Sono giovane, sì, ma quello che ho imparato è che l’amore, con la sua bellezza, la sua gioia, e anche il suo dolore, è il dono più bello da dare e ricevere come esseri umani. E ci meritiamo di vivere l’amore pienamente, egualmente, senza vergogna e senza compromessi. Ci sono troppi ragazzini che soffrono a causa del bullismo, o perché vengono rifiutati; o vengono semplicemente maltrattati per quello che sono. In troppi si ritirano da scuola; in troppi vengono abusati; troppi finiscono come senzatetto, in troppi si tolgono la vita.

Voi potete cambiare tutto questo, e lo state già facendo. Ma voi non avevate bisogno di sapere da me queste cose, ed ecco perché è stato un po’ strano. La sola cosa che posso davvero dire, è che ho fatto un percorso di crescita per prepararmi a questi ultimi cinque minuti. Grazie, grazie per avermi ispirato, grazie per avermi donato speranza; e per favore, continuate a cambiare il mondo per aiutare persone come me.

Buon San Valentino, vi voglio bene.”  Ellen Page

 

Traduzione di Cristiano Arienti.

http://www.youtube.com/watch?v=6XJkZf7KhjA

Discorso originale di Ellen Page

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