Riscaldamento Globale: i simboli e la scienza

Slitte che fendono un mare lucente, e cani che paiono camminare sulle acque: sullo sfondo, un cielo estivo e i monti bruciati dal sole. La foto di Steffen Olsen, climatologo del Danish Meteorological Institute (DMI), è stata scattata in Groenlandia lo scorso 13 giugno; ed è così surreale e potente, che in pochi giorni ha fatto il giro del mondo: trasformandosi nel simbolo di un’emergenza climatica ormai riportata dai maggiori organi di stampa un po’ ovunque.

Il sotto-testo è lampante: il Riscaldamento Globale, a causa dell’azione dell’uomo, sta letteralmente sciogliendo i ghiacci perenni di aree vicine al circolo polare artico. La foto, infatti, riprende il fiordo di Inglefield, nell’area di Thule, in Groenlandia; e la temperatura registrata quel giorno, intorno al 77° parallelo, toccava i 17°C; quando la media di giugno, come riportato dal DMI, dovrebbe essere di 3,2°C.

L’immagine alimenta una narrazione così immediata e intuitiva, che diventerebbe quasi superfluo citare i rapporti dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, il corpo che raccoglie gli studi globali sul fenomeno), e le migliaia di articoli peer-reviewed che documentano la correlazione fra emissioni di CO2, Riscaldamento Globale e scioglimento dei ghiacci terrestri.

Da qualche giorno però, sui social media, è spuntata un’altra immagine; pare la brutta copia della foto di Olsen; cambia solo il clima sullo sfondo: un cielo plumbeo, e monti innevati. Anzi, in realtà è questa foto che, cronologicamente, sarebbe l’originale: perché venne scattata nel giugno del 1984.

I primi a farla girare sui propri account sono stati vari attivisti del Partito Repubblicano Usa, impegnato in una vera guerra alla scienza pur di negare l’effetto serra dei combustibili fossili. L’Amministrazione Trump ha inserito nei ruoli chiave dell’EPA (Agenzia per la Protezione Ambientale) lobbisti del carbon-fossile, come Andy Wheeler, e persone che rigettano la scienza dei Cambiamenti Climatici, come Ann Idsal. Ecco che la foto scattata da Mads Peter Heide-Jorgensen diventa a sua volta il simbolo di come la stampa manipoli la questione con toni allarmistici; l’azione dell’uomo, sostengono i negazionisti climatici, è dipinta come causa di un fenomeno nient’affatto acclarato; e ci sarebbe perfino da discutere sulla relazione fra emissioni di gas climalteranti e aumento delle temperature globali.

https://twitter.com/JackPosobiec/status/1143136548596146176

Uno degli ultimi post di UmaniStranieri affrontava proprio il contro-canto dei cosiddetti alternative-media; spesso allineati, per altro, con i Repubblicani Usa e la destra europea, e l’industria del carbon-fossile. Questa reazione si è scatenata anche per l’effetto di Greta Thunberg, la studentessa che da un anno sta smuovendo le coscienze dei suoi coetanei: è necessario un contrasto radicale al Cambiamento Climatico antropico. In molti guardano con sospetto all’ascesa della giovane attivista; dietro alla questione vedono agende nascoste nate addirittura negli anni ’70: come ci ha “spiegato”, ad esempio, il trader Luca Discacciati in un video virale da quasi 150.000 visualizzazioni in appena tre mesi. Vari commenti al video criticano le tesi di Discacciati, da tempo screditate; c’è chi, però, loda questo andare “contro-corrente”. Certi utenti “contribuiscono” al dibattito con i soliti adagi di chi rigetta la scienza climatica; ad esempio, il mito della Groenlandia “terra verde”: un numero insospettato di persone crede che una regione coperta di ghiacci per l’84%, ormai da centinaia di migliaia di anni, durante il medio-evo fosse una specie di prateria.

Ecco perché la foto di Heide-Jorgensen è rilevante: è già difficile parlare di emergenza climatica in modo fattuale; se poi un documento del 1984 smentisce lo scatto simbolo dello scioglimento dei ghiacci artici, chi rigetta la scienza climatica si ritrova un’arma in più per minare alla base il Riscaldamento Globale antropico. E si rivela un passo falso per chi ha trascorso gli ultimi decenni a combattere, brandendo ricerche scientifiche, il disinteresse generale e una cattiva informazione; spesso finanziata dalla lobby del carbon-fossile.

UmaniStranieri ha così contattato via email Heide-Jorgensen, uno scienziato danese del Greenland Institute of Natural Resources; il quale ha confermato l’autenticità dell’immagine, scattata il 17 giugno 1984; il luogo è proprio il Fiordo Inglefield, dove 35 anni fa Heide-Jorgensen trascorse due mesi per studiare tracce di metalli nei mammiferi marini della regione. Lo scienziato danese mi ha anche spiegato in dettaglio il fenomeno visibile in entrambe le fotografie: in maggio e giugno, con il sole nel cielo per tutto l’arco della giornata, la neve depositatasi sulla banchisa si scioglie, creando una specie di piscina profonda qualche centimetro, con il fondale costituito da ghiaccio spesso anche un metro. Non è per nulla raro nel Fiordo di Inglefield.

Lo stesso Steffen Olsen, in realtà, lo aveva spiegato giorni fa; aggiungendo che la sua foto, in sé e per sé, non costituisce una prova del Riscaldamento Globale, ma può servire a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione.

Da notare che entrambi gli scienziati, Olsen e Heide-Jorgensen, scrivono articoli peer-reviewed che analizzano le conseguenze del Riscaldamento Globale sugli ecosistemi. E recentemente, le rilevazioni satellitari sulla Groenlandia, hanno evidenziato una progressiva riduzione della calotta artica; la quale contribuirà in modo sempre maggiore all’innalzamento dei mari.

Quindi gli scatti dei due scienziati, anche in un simile contesto, non cambiano la sostanza: l’impatto e la rapidità dei Cambiamenti Climatici sulla Groenlandia, causati dall’azione umana, rappresentano una minaccia. Una fotografia sensazionalistica può aiutare a ricordarcelo; ma è meglio tenersi costantemente informati, con fonti scientifiche autorevoli; queste servono, più che i simboli, a contrastare davvero, e in modo incisivo, un fenomeno che è sempre più una sfida intergenerazionale.

di Cristiano Arienti

In copertina: foto di Mads Peter Heide-Jorgensen

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https://www.radiopopolare.it/podcast/le-oche-di-gio-2706/

Podcast del programma Le Oche, su Radio Popolare, in cui intervengo per esporre il caso delle foto di Olsen e Heide-Jorgensen, e parlare di Riscaldamento Globale, media e scienza.

Fonti e link utili

https://www.dmi.dk/nyheder/2019/poterne-blev-vaade-usaedvanligt-tidligt-i-aar/

https://www.nature.com/articles/s41467-019-10821-w

https://www.climalteranti.it/

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