Assange rilancia: Seth Rich la fonte dei DNCLeaks

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La persona che ha materialmente sottratto oltre 20.000 email dai server del Partito Democratico (DNCLeaks) e poi le ha consegnate a Wikileaks, forse non parlava russo, ma anzi era un americano nato e cresciuto in Nebraska. Il suo nome era Seth Rich, funzionario del Partito Democratico assassinato la notte del 10 luglio 2016 a Washington DC in circostanze ancora da chiarire. La rivelazione dell’esistenza di un legame tra Rich e Wikileaks è stata approfondita dall’emittente Fox5 attraverso l’intervista a Rod Wheeler, ex detective della omicidi di Washington e investigatore privato al servizio della famiglia Rich – sebbene la sua parcella sia pagata da terze parti.

Wheeler ha dichiarato: le mie fonti all’interno della polizia indicano che sul computer di Rich – confiscato per le indagini dopo la sua morte – vi siano le prove di una corrispondenza con l’organizzazione fondata da Julian Assange.

E proprio Assange fu il primo ad accostare il funzionario del Partito Democratico ai DNCleaks, pubblicati il 22 luglio 2016, dodici giorni dopo la morte di Rich – e da non confondere con i DNCleaks targati dall’hacker Guccifer2.

Il 10 agosto 2016, durante un’intervista all’emittente olandese Nieuwsuur, il fondatore di Wikileaks menzionò Seth Rich a proposito dei rischi altissimi di chi decide di svelare segreti e documenti classificati. Incalzato dal giornalista olandese, Assange non confermò che Rich fosse la fonte del DNCleaks.

Tuttavia Wikileaks non ha cancellato i dubbi, anzi, li ha alimentati offrendo una ricompensa di 25.000 $ a chiunque avesse informazioni sull’omicidio Rich.

Dopo qualche mese, lo scorso 15 maggio, Assange è ritornato sul caso Rich: ha rilanciato sui social media la ricostruzione che il funzionario del Partito Democratico fosse in rapporti con Wikileaks, e che la sua morte sia in qualche modo legata al DNCleaks. Rich era direttore del programma di espansione di voto per gli elettori democratici; durante le primarie vinte da Hillary Clinton, si verificarono problemi nelle procedure di voto in vari Stati – dall’Arizona a New York, dal Massachusetts alla California. I DNCleaks hanno certificato come il Partito Democratico avesse in tutti i modi ostacolato il candidato Bernie Sanders, e che di fatto Hillary Clinton era stata “scelta” molto prima che le primarie iniziassero. I vertici del Partito Democratico, dopo la pubblicazione dei DNCleaks e il conseguente scandalo, si dimisero in massa durante la Convention di incoronazione della Clinton.

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Che il DNC abbia in qualche modo a che fare con l’omicidio è un’altra velata accusa fatta da Wheeler, sebbene poi abbia corretto il tiro, affermando di non avere prove, nè di aver visionato il computer dell’ex funzionario. La stessa famiglia di Rich, ufficialmente, si è dissociata dall’investigatore privato; lo ha fatto attraverso il suo portavoce, Brad Bauman, già consulente del Partito Democratico ed esperto in gestione di crisi. Bauman ha rigettato il legame Rich-Wikileaks, bollandolo come “fakenews”, sparsa per sviare l’attenzione dalle ultime difficoltà del Presidente Usa Donald Trump.

Difficoltà emerse con il memo dell’ex Direttore dell’Fbi sulle pressioni di Trump, che gli chiedeva di chiudere l’indagine sui legami tra la Russia e Michael Flynn, un suo consigliere. Il giornalista del New York Times, la testata che ha lanciato lo scoop, non ha avuto modo di vedere il memo, ma gli è stato letto dalla sua fonte.

Fermo restando la ben più consolidata autorevolezza del New York Times, è in fondo il metodo alla base dello scoop di FoxNews che confermerebbe una volta di più il legame fra Rich e Wikileaks: una fonte interna all’Fbi avrebbe visionato le email, di cui sarebbe rimasta traccia sul computer, che il funzionario DNC scambiò con Gavin MacFadyen, persona di riferimento per Julian Assange – scomparso lo scorso ottobre per un cancro. Secondo la fonte di FoxNews, Rich inviò a MacFadyen circa 44.000 email, più migliaia di allegati. Wikileaks non ha commentato la notizia. Tuttavia va notato che più volte Assange ha pubblicamente dichiarato: la mia organizzazione ha ricevuto i documenti interni del Partito Democratico (e le Podestaemail) non dalla Russia, ma da una fonte estranea a Stati e agenzie governative.

A oggi esiste un ampio consenso, pur in assenza di prove incontrovertibili, che Wikileaks abbia pubblicato leaks forniti dalla Russia per contrastare l’elezione di Hillary Clinton e favorire Donald Trump. Se le rivelazioni sulla possibile connessione Rich-Wikileaks-DNCleak, nell’agosto 2016, vennero accolte con scetticismo, oggi vengono praticamente ignorate, e rigettate come il tentativo di inquinare il dibattito pubblico sul legame fra il Presidente degli Stati Uniti e la Russia di Putin.

Un fatto, però, rimane certo: chi ha assassinato Seth Rich è ancora a piede libero, e le indagini sono di fatto ferme: si sospetta che si sia trattato di una rapina andata male, ma il ladro lasciò addosso alla vittima cellulare, orologio e contanti. Tuttavia, l’idea stessa di un’esecuzione rimane improbabile, visto che Rich rimase in vita, e con sprazzi di lucidità, per almeno due ore – e lui stesso potrebbe aver rivelato qualche indizio utile. La ricompensa per chi sia in grado di fornire informazioni utili all’indagine è salita a 125.000 $; finora però nessuno si è fatto avanti con notizie rilevanti. Se si esclude Julian Assange.

di Cristiano Arienti 

http://www.zerohedge.com/news/2017-05-16/murdered-dnc-staffer-seth-rich-shared-44000-emails-wikileaks

http://heavy.com/news/2017/05/seth-rich-gavin-macfadyen-wikileaks-emails-dnc-source-leak-hack-death-murder/

https://www.umanistranieri.it/2016/08/wikileaks-lomicidio-di-seth-rich-e-il-dncleak/

http://www.newsweek.com/seth-rich-murder-dnc-hack-julian-assange-hillary-clinton-donald-trump-492084

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