Canada e misure anti-Covid: dalla parodia di un’insurrezione all’Emergencies Act

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“Scegliete l’amore nonostante tutto quello che ci stanno facendo. Forse mi arresteranno, ma non mi importa: continuate a tenere la posizione, ma soprattutto scegliete l’amore”. E’ il 16 febbraio quando Tamara Lich, leader del “Freedom Convoy – Convoglio della libertà”, ha lanciato via social l’appello alle migliaia di canadesi che con lei occupavano Ottawa da tre settimane; un carnevalesco assedio del Parlamento Federale, parallelo al blocco delle frontiere fra Canada e Stati Uniti in punti nevralgici. Una manifestazione nata contro le misure anti-Covid19, in particolare la prova vaccinale per i camionisti frontalieri; tramutata poi in protesta contro il Governo Trudeau.

Tamara Lich a Ottawa

Lacrime solcavano il volto di Lich, madre e nonna, e una passato nel “Gas&Petrolio”; proprio per supportare il settore, negli anni scorsi aveva scalato i movimenti di estrema destra: come il Wexit, gruppo indipendentista nelle province occidentali del Canada, organizzatosi in un partito, il “Maverick”. Nel 2019, con lo slogan “Unite we roll – insieme avanziamo”, fece calare centinaia di tir sulla capitale per protestare contro la carbon-tax, evento speculare alle manifestazioni dei Gilet Gialli francesi. Col senno di poi, una prova generale: se all’epoca fecero una parata, stavolta si sono parcheggiati nelle carreggiate, paralizzando il quartiere del parlamento e del Governo.

La carovana, qualche centinaio fra tir e veicoli privati, era partita da Vancouver, sulla costa occidentale; ingrossata sulla via da convogli minori, ha potuto dirigersi nel cuore politico del Paese perché scortata dalla polizia delle varie Province: compresa quella dell’Ontario – dove sorge Ottawa, interessata più al traffico che alla protesta in sé. La decisione di Lich e degli altri leader di occupare la capitale, forse premeditata, è stata automatica quando ai “camionisti” si sono uniti semplici cittadini, anch’essi contrari alle misure anti-Covid19; le immagini di sabato 29 gennaio, con la marea di manifestanti davanti al Parlamento, hanno fatto il giro del mondo, compattando in Canada, e altrove, il fronte anti-mascherine, anti-vaccini, anti-greenpass, anti-restrizioni. Il supporto al Freedom Convoy si era già materializzato con 5 milioni di dollari donati sul conto corrente del sito GoFundMe, istituito dalla Lich a metà gennaio: soldi per pagare le spese di soggiorno, e il gasolio per tenere accesi gli automezzi e riscaldarsi nel gelido inverno.

All’alba di febbraio, il Canada si è risvegliato con una capitale in mano a una forza occupante il cui slogan era: “Andremo avanti fin quando sarà necessario”; non contava nemmeno che la maggioranza delle misure fossero prese a livello provinciale: nel mirino c’era il Premier Justin Trudeau, al suo terzo mandato. Era scritto perfino nel memorandum di intesa dei gruppi partecipanti al Freedom Convoy: si pretendevano le dimissioni del Governo in carica. Solo dopo è arrivata la precisazione: la richiesta di dimissioni era una iniziativa isolata. In realtà da giorni si distinguevano numerose inscrizioni “F*ck Trudeau – Fanc*lo Trudeau”, espressione condivisa nei capannelli, e amplificata sui social media.

Tir del Freedom Convoy davanti al Parlamento canadese

Il tono corrivo ha animato l’accampamento nel centro di Ottawa, con i cittadini della capitale che si sono lamentati per molestie, danneggiamenti, dissacrazioni di monumenti e alterchi; e il dover tollerare simboli del suprematismo bianco: una prova ulteriore dell’area politica che ha sostenuto il Freedom Convoy. Non a caso la CTA (Associazione Camionisti Canadesi), si è sfilata ancor prima della partenza da Vancouver: per quanto critica sull’obbligo vaccinale, l’associazione rimarcava che solo un 10% dei frontalieri, circa 15.000 camionisti, non era ancora vaccinato; la stragrande maggioranza della categoria, durante l’assedio, lavorava per le vie del Paese.

La misura della prova vaccinale, entrata in vigore il 15 gennaio, colpiva pure i camionisti americani, dove la percentuale di vaccinati era molto più bassa: si stima il 60% appena. Sostegno al Freedom Convoy, politico e mediatico e anche economico, è giunto proprio dagli Usa: l’ex Presidente Trump si è schierato con i manifestanti, imitato da altri leader del Partito Repubblicano. Anche i Conservatori canadesi hanno solidarizzato con i camionisti; con la speranza che mettessero in difficoltà il Governo Trudeau, come prova la pubblicazione di email interne di Candice Bergen, leader in pectore del partito d’opposizione.

Gli attacchi al Governo Trudeau sono arrivati nonostante abbia contenuto gli effetti più nefasti della pandemia: le vittime di Covid19 in Canada sono state 36.000; negli Usa, a gennaio 2022, i deceduti erano oltre i 900.000, nonostante un numero di letti ospedalieri per 1000 abitanti di 1/3 superiore. Il convoglio è partito da Vancouver mentre i morti giornalieri superavano i 150, e il contagio fosse al picco per la variante omicron; dati che evidenziano come l’obbligo per i frontalieri, in alternativa alla quarantena, fosse questione di sicurezza nazionale.

Una misura però che va contro la “libertà di scelta” in campo sanitario, come spiegato dai leader del Freedom Convoy, e vissuta come un’imposizione dittatoriale. Come è possibile che debba vaccinarmi per poter lavorare? Si chiedevano i cittadini radunati davanti al Parlamento, esprimendo opinioni legittime, e inascoltate; da qui lo sfogo della Lich, e la convinzione che il Governo stia facendo del male ai cittadini. Non tutti i manifestanti, però, andavano identificati con l’estrema destra: i giornalisti sul campo hanno delineato una rivolta variegata e un’aggregazione pacifica. Il nucleo, tuttavia si è strutturato come una vera organizzazione insurrezionale: a consigliare i leader del Freedom Convoy c’erano Daniel Bulford e Tom Quigging, due massimi esperti di contro-terrorismo, il primo dimessosi da incarichi ufficiali in contrasto con l’obbligo vaccinale per civil-servants.

Ad ogni azione della polizia, corrispondeva una contro-mossa dei manifestanti. Nemmeno le ingiunzioni dei tribunali funzionavano: il divieto di strombazzare i clacson – per “svegliare le coscienze dei canadesi” – è stato prima calpestato; e solo in un secondo tempo rispettato, per dimostrare chi comandasse in città.

Tanto che il capo della polizia di Ottawa Peter Sloly si è dovuto dimettere, accusato di non aver saputo sgomberare l’assedio al Parlamento; questo, nonostante Doug Ford, Governatore dell’Ontario, avesse dichiarato lo stato di emergenza da quasi una settimana; era il 16 febbraio. Il giorno prima Chrystia Freeland, Vice-Premier e Ministra per le Finanze, si era accordata con le banche canadesi di congelare i conti correnti dei manifestanti, a Ottawa e sul confine; misura che si sommava al sequestro delle donazioni via GiveSendGo per l’ingiunzione di un tribunale in seguito a una class action dei cittadini contro i leader della protesta.

La decisione di Freeland si giustifica in parte con il rischio che i fondi raccolti online provenissero dall’estero: con il precedente che entità straniere alterassero il processo democratico in Canada, con l’abbattimento di un Governo eletto, attraverso una minoranza risicata – il Maverick, nelle elezioni del 2021, ha preso lo 0,2%; o più semplicemente, poche migliaia di persone a cui è stato concesso di erigere un baluardo davanti al Parlamento, quando sarebbero bastate barriere in cemento agli accessi della città.

Justin Trudeau e Chrystia Freeland

Dalla metà di febbraio il Governo federale ha dispiegato a Ottawa reparti di polizia di tutte le province del Paese, che hanno proceduto con multe, cariche in assetto anti-sommossa e arresti; una reazione, come il congelamento dei conti, nel quadro dell’Emergencies Act: un meccanismo esecutivo varato nel 1988, e pensato per affrontare emergenze di welfare, ordine pubblico, crisi internazionali e militari. Trudeau e Freeland l’hanno applicato – prima volta nella storia del Canada – perché la paralisi della capitale, e il blocco dei confini, minacciavano la sovranità del Paese. Il 15 febbraio, al confine tra Alberta e Montana, erano stati arrestati 13 manifestanti in possesso di armi da fuoco – in un Paese molto severo sul possesso. In tale scenario, i proclami via social di Pat King, uno dei leader del Freedom Convoy – e di Maverick – risuonavano lugubri: “Questa storia delle misure [anti-Covid19] finirà solo con le pallottole”, aveva dichiarato lo scorso dicembre.

L’intervento del Governo federale appare perfino tardivo. La protesta di Ottawa e il blocco dei confini hanno avuto ricadute sociali ed economiche pesanti; spingendo vari Governatori ad anticipare la fine delle restrizioni e delle misure anti-Covid più controverse; ad esempio il lasciapassare sanitario. E’ evidente quanto forti siano state le ripercussioni del Freedom Convoy nella politica canadese; e perché il ricorso all’Emergencies Act, secondo i sondaggi, fosse ben visto da una larga maggioranza di cittadini.

La sua attuazione è stata possibile solo dopo la dichiarazione di stato d’emergenza dell’Ontario, ed è stato invocato per una crisi di ordine pubblico, e inteso di una durata di 30 giorni, incluso il congelamento dei conti. L’Emergencies Act è soggetto al potere giudiziario e a quello legislativo: pur applicabile con urgenza, deve ottenere a posteriori il via libera da Camera e Senato, con la successiva istituzione di una commissione d’inchiesta per valutare se sia stato abusato.

L’Emergencies Act invocato da Trudeau ha ricevuto l’ok dalla Camera. Gli arresti di Tamara Lich, il giorno dopo il suo appello via social, quello di Pat King e altri leader, non hanno però disperso la protesta, sebbene in precedenza la polizia avesse riaperto le vie del commercio con gli Usa. Con l’Emergencies Act, però, il Governo ha potuto gestire la crisi bypassando la normale via giudiziaria. A Ottawa i camionisti sono stati invitati per giorni a smantellare l’accampamento, e in duecento circa sono stati arrestati per essersi rifiutati di lasciare la città. La repressione della piazza è avvenuta in un clima teso ma tutto sommato non così violento – se paragonato, ad esempio, alla brutalità poliziesca sui Gilet Gialli in Francia e sugli indipendentisti catalani.

Rappropriatosi delle frontiere, e sedata l’insurrezione, il Governo Trudeau ha ritirato l’Emergencies Act prima ancora della votazione in Senato: anche perché i numeri non erano scontati, e le voci critiche cominciavano a impilarsi; come quella del deputato dei Verdi Mike Morris, non persuaso che fossero state tentate tutte le vie della giustizia ordinaria. La CCLA (Canadian Civil Liberties Association) ha portato in tribunale il Governo Federale: “Sono stati fatti passi incostituzionali – ha spiegato la Direttrice Noa Mendelsohn Aviv – al di fuori del regolare svolgimento dei processi democratici; ingiustificati, visto che l’Emergencies Act dovrebbe essere invocato in situazioni di oggettivo ed estremo pericolo per il Paese.”

E’ il congelamento dei conti correnti, senza dispositivo giudiziario, a sollevare le maggiori perplessità. Un precedente che manda un segnale: un Governo democratico può sospendere il diritto dei cittadini di auto-finanziarsi per promuovere lotte civili, se le reputa pericolose per il Paese; in un labile confine dove gli interessi nazionali potrebbero coincidere con la sopravvivenza di una legge controversa, o di un esecutivo in carica. Dalle prime audizioni parlamentari è emerso che buona parte dei soldi raccolti online erano stati donati da canadesi.

La posizione della CCLA si allinea con il giudizio critico di altre voci autorevoli. La protesta dei camionisti, scriveva il board editoriale del New York Times il 12 febbraio, è un test per la democrazia canadese, e il Governo dovrebbe mostrare tolleranza e non spirito repressivo. In un secondo editoriale, però, ammetteva come ci fossero somiglianze fra l’assedio al Parlamento di Ottawa e l’assalto al Congresso Usa del 6 gennaio 2020: le responsabilità politiche, nel secondo caso, furono addossate a Trump; che ancor oggi difende i partecipanti, alcuni condannati ad anni di prigione per quell’assalto. Il Freedom Convoy non ha preso quella deriva, ma nessuno si è intestato la paternità dell’assedio a oltranza, nemmeno i Conservatori canadesi.

In pochi hanno protestato per l’arresto di Tamara Lich, trasmesso in diretta via social: “hold the line – mantenete la posizione”, ripeteva calma, mentre un agente grosso il doppio la caricava sul mezzo della polizia. Il capo d’accusa è l’incitamento a compiere reati, nel quadro dell’Emergencies Act; uguale sorte è toccata agli altri leader, quasi tutti rilasciati su cauzione.

Tamara Lich è uscita di prigione lo scorso 8 marzo con il versamento di 25.000 dollari canadesi; bandita dall’Ontario, e con il divieto di comunicare via social. Ad accoglierla fuori dal carcere, oltre che un nugolo di sostenitori e i flash dei reporter, l’abbraccio dei nipotini.

di Cristiano Arienti

In copertina: un momento della protesta davanti al Parlamento federale di Ottawa

Fonti e link utili

https://www.reuters.com/business/canada-us-supply-chain-still-could-face-disruptions-due-vaccine-mandates-2022-01-13/

https://www.theguardian.com/world/2022/jan/28/canada-truckers-covid-vaccine-mandate-protest-government

https://apnews.com/article/coronavirus-pandemic-business-health-ottawa-justin-trudeau-2d721f31cf03120a460c03c7a4b0157f

https://toronto.ctvnews.ca/ontario-declares-a-state-of-emergency-to-end-siege-in-ottawa-and-windsor-1.5777336

Emergencies Act

https://www.canada.ca/en/public-health/services/diseases/2019-novel-coronavirus-infection/canadas-reponse.html

https://www.cp24.com/news/ottawa-protest-organizer-tamara-lich-denied-bail-1.5790776

https://www.theglobeandmail.com/opinion/editorials/article-if-restrictions-and-mandates-are-being-lifted-thank-the-silent/

https://www.ctvnews.ca/health/coronavirus/a-look-at-canada-s-vaccine-mandates-and-public-health-restrictions-1.5757218

https://www.ctvnews.ca/canada/trucker-convoy-fundraiser-removed-from-gofundme-1.5768824

https://bariweiss.substack.com/p/what-the-truckers-want?utm_campaign=post&utm_medium=web&utm_source=url

Che cosa vogliono i camionisti? Di Rupa Supramanya

https://ottawa.ctvnews.ca/truckers-heading-to-ottawa-to-protest-vaccine-mandate-1.5752933

https://www.france24.com/en/americas/20220130-hundreds-of-truckers-block-ottawa-in-freedom-convoy-to-protest-vaccine-mandates

Editoriale di Trucknews.com il 21-1-2022

Dichiarazioni di Pat King su Trudeau e le misure antipandemiche

https://theconversation.com/canadas-legal-disinformation-pandemic-is-exposed-by-the-freedom-convoy-176522

https://torontosun.com/opinion/columnists/opinion-canadian-lawyers-urge-rejection-of-emergencies-act

https://www.washingtonexaminer.com/news/we-did-it-crowd-greets-freedom-convoy-organizer-after-bond-approved

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